Sant’Eustachio: Immersioni

diving saba, © Viviana Girardin Sicuramente il miglior aspetto e la miglior risorsa di Sant’Eustachio sono  il mare. Le immersioni sono belle e molto diverse fra loro; i siti di immersione sono controllati dall’Ente Parco, si può scendere in profondità lungo dei muri o rimanere in acque meno profonde e godersi le rocce vulcaniche colonizzate da spugne e coralli, con tutto il relativo colorato ecosistema.

L’ultima eruzione fu 1600 anni fa e le sue tracce si trovano nel fondale sabbioso, a diverse profondità, dove la lava si è freddata velocemente lasciando formazioni rocciose così perfette che sembrano messe lì apposta. Statia non ha una vera e propria scogliera corallina o biologica, ma una infinità di organismi ha colonizzato le rocce vulcaniche negli anni. Le dita di lava hanno lasciato spazi dove gli squali nutrice amano dormire, e le aragoste nascondersi durante il giorno.

A Statia si trovano anche alcuni relitti, piuttosto antichi e un pò rovinati. Per questo, con il consenso dell’Ente Parco, è stato ripulito e affondato anche il Charles Brown, una nave lunga 100 metri appoggiata a circa 30 m di profondità, perfetta per immersioni di ogni livello. Il relitto è nuovo, ma sta già cominciando a mostrare i primi segni della colonizzazione degli organismi marini, da rifugio a una miriade di pesci e a un paio di enormi barracuda dallo sguardo torvo.

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