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11
gen

Curacao: quell’angolo di Olanda ai Caraibi

Articolo di Riccardo Venturi, pubblicato sulla pagina web di “i Viaggi del Sole 24 Ore”

Nelle piccole Antille, a 50 km dalle coste del Venezuela, c’è una nuova meta per chi ama le immersioni subacquee o le nuotate con maschera e boccaglio, magari per seguire una tartaruga marina nel suo volo al rallentatore nell’acqua turchese. Ma Curaçao, la maggiore delle isole ABC (le altre sono Aruba e Bonaire), divenuto da poco un paese autonomo nell’ambito del Regno dei Paesi Bassi, è indicata anche per chi ama i Caraibi della tranquillità: niente uragani, che seguono una rotta più settentrionale, e niente scocciatori, per via del reddito medio discreto degli abitanti.

A Punda, quartiere storico della capitale Willemstad, sembra che abbiano trasportato un pezzo di Amsterdam sul mar dei Caraibi. Si sgranocchiano involtini di pollo alla creola seduti ai tavolini dei locali lungo la baia di Sant’Anna, che collega il mare aperto con il grande porto naturale di Schottegat. Di tanto in tanto, il lungo ponte di barche dedicato alla regina Emma che collega Punda con Otrabanda, si apre lentamente per far passare le imbarcazioni dirette al porto. Ma è l’infilata di palazzi color pastello del lungocanale di Punda a creare il maggiore interesse. Grazie a loro infatti, Willemstad è entrata a far parte del Patrimonio dell’Umanità Unesco. Fra i più belli, c’è il settecentesco Palazzo Penha, oltre al secentesco Fort Amsterdam. Fra le stradine di Punda si trovano poi interessanti occasioni di shopping, specie nelle gioiellerie. Un esempio è la Effy Jewelers in Breedestrat (al civico 33, tel. 0059994619790), dove una coppia di orecchini con smeraldo e brillante costa circa 400 euro.

Sub, maschera e boccaglio si possono indossare con piena soddisfazione, scoprendo pesci colorati a non finire, in decine di spiagge su tutta la costa sudoccidentale dell’isola. Su quella nordorientale, esposta agli Alisei, è invece meglio non bagnarsi, un po’ come in tutte le Antille. Per chi si limita allo snorkeling, o per chi vuole passare qualche ora su una spiaggia dalla sabbia bianca davanti a un mare di un celeste quasi soprannaturale, un’esperienza da non perdere è la gita a Klein Curacao, un isolotto piatto che si raggiunge con un paio d’ore di catamarano partendo dalla laguna delle Spanish Waters. L’unico inconveniente è che il mare è spesso agitato, e nel viaggio di andata si balla non poco.

Nelle acque calde e turchesi di Klein Curacao si avvistano facilmente le tartarughe marine, il cui incedere lento e solenne trasmette un senso di pace. Si avvicinano al fondo, sgranocchiano lo scheletro calcareo di un corallo, poi piano piano muovono le pinne per risalire in superficie, prendere una boccata d’aria e rituffarsi. Le si può seguire quanto si vuole, ma è bene non toccarle. Dopo il pranzo a bordo dell’imbarcazione e tanti altri bagni, nel corso del viaggio di ritorno verso le Spanish Waters, in buona parte a vela, ci si scopre più rilassati: le tartarughe marine aiutano a lasciare lo stress alle latitudini che gli competono.

30
ago

Dal giornale LATITUDES: Aruba, Bonaire, Curacao – l’ABC dei Caraibi

Le tre isole appartenenti alle Antille Olandesi sono l’abecedario della vacanza “tipo”. Sole, mare cristallino, spiagge incontaminate, sport e tanto divertimento. Ma soprattutto un piccolo pezzo d’Europa immerso nel mar del Caribe. Le “Dutch Leewards Islands”(cioè le Isole Sottovento Olandesi) appartengono, infatti, a parte Aruba, ai Paesi Bassi. Del vecchio continente mantengono gran parte degli usi e costumi e la lingua. Uno splendido meltin’pot di razze che, come in un caleidoscopio, crea le forme più belle e colorate della vita di queste isole disperse nel blu dell’Oceano Atlantico.

La spiaggia di Aruba

Mulini a vento, frontoni delle case, tetti di tegole rosse. Al primo sguardo sembra di essere ad Amsterdam. Ma il turchese del cielo, il tepore del clima ed il colore del mare fanno capire che è solo una imitazione. Siamo a Oranjestad, la capitale di Aruba. Un nome che subito ci fa capire che la provenienza è quella della casa regnante degli Orange. E’ una delle mete turistiche più battute delle Antille. Considerata la “Isla inutil” dagli spagnoli che la scoprirono, fu usata per l’allevamento del bestiame e in seguito per le miniere. Dall’alto Aruba sembra piccola e piatta. In realtà quella bianchissima striscia di bianco borotalco adagiata nello smeraldo sciolto del mare caraibico è il fiore all’occhiello delle Abc olandesi. Tappa di tutte le navi da crociera, è uno dei templi degli sport acquatici. Incredibili, ma paesaggisticamente ineguagliabili, gli enormi, grigi e arrotondati massi di diorite di Casibari, a nord della collina di Hooiberg. Secondo la leggenda Aruba era una delle isole del tesoro. Si chiamava “Oro Ruba”, da qui Aruba, che significa “Oro rosso”. La sua capitale sfoggia alte e multicolori abitazioni con porte in legno scolpito e piastrelle tradizionali olandesi, unite ad ariose gallerie aperte e tetti spioventi in classico stile arabo. Lungo il molo, tutte le mattine, i pescatori vengono a vendere pesce dalle barche. Aruba è famosa per il suo Carnevale, i fuochi d’artificio di Capodanno e la parata in onore della Regina. Ma anche e soprattutto per i diversi casinò, campi da golf, le battute di pesca d’altura, trekking nel parco nazionale di Arikok e le bellissime spiagge bianche di Druif Beach, Rodgers Beach, Eagle Beach, Hadikurari Beach e Palm Beach.

Il mare di Bonaire

Bonaire , l’isola a forma di boomerang, è una vera e propria perla sul mare. Il suo nome deriva dall’arawak bonjnaj (paese basso). Si trova davanti al Venezuela, ha un clima stupendo (da qui il suo nome) ed è lontana dai Carabi “di massa”. Quest’isola stupisce anche per le sue meravigliose location interne. Come uno scrigno racchiude preziose lagune popolate da fenicotteri. Oltre al kayak e allo snorkelling, si può praticare windsurf e ci sono ben cinquantuno siti per il diving. Qui, infatti, grazie al primo Parco Nazionale Marino dei Carabi sono protette e preservate acque e fondali meravigliosi. Nella zona meridionale dell’isola si arriva alle vaste saline di Bonaire. Proprio in questa località, gli olandesi, che strapparono l’isola agli spagnoli, vi portarono gli schiavi. E le testimonianze delle loro presenza sono ancora le capanne, dai tetti in palma, che si trovano sulla costa priva di alberi. Mentre tra i mucchi di sale in attesa di essere caricati sulle navi, si celano tantissimi nidi di fenicotteri. Sulla costa atlantica, a Boca Onima, gli indiani caquetio tracciarono dipinti con pigmento rosso sulle pareti delle grotte.

Curacao

La capitale di Curaçao, per il suo patrimonio architettonico, è stata dichiarata dall’Unesco, Patrimonio mondiale con i suoi palazzi coloniali del 1700, Schottegat, il porto più ampio dei Carabi, lo shopping e i suoi musei. Ma qui è anche spettacolare la vita notturna. Locali, discoteche, casinò completano l’offerta in grado di soddisfare il cliente più esigente. Chi ricorda questo nome, lo lega sicuramente ai cocktail a base di Curaçao, i liquori dai colori bizzarri che si aggiungono agli aperitivi. Bottiglie di Curaçao blu, rosso, arancione e verde non possono mancare in qualsiasi bar che si rispetti. Al Landhuis Chobolobo, nei sobborghi orientali della capitale Willemstadt, si degusta una miscela locale arricchita con scorza di arance amare essiccate al sole. La terra e il clima particolare di quest’isola danno all’arancia un gusto particolare. Le landhhuizen sono le particolari case di campagna, nate nell’entroterra dell’isola, che la caratterizzano in maniera particolare per il loro stile coloniale e i colori sgargianti.

I bambini, nelle isole ABC, crescono imparando quattro lingue. L’olandese, la lingua ufficiale, lo spagnolo, l’inglese e il “papiamento”, la lingua locale formata da un mix di creolo, olandese, spagnolo e dialetti africani. E, per dirla con loro, “Bonbini”, che significa “benvenuti”, in questi meravigliosi paradisi terrestri.

Testo di Roberta Gallo

11
ago

Bonaire, Paradiso del Windsurf

Gli amanti del windsurf non possono chiedere di meglio di Lac Bay, nella costa Est di Bonaire. Quello che rende questa baia così popolare è il 90% di probabilità di venti favorevoli e il 100% di sicurezza di trovare una baia riparata per sfidare professionisti e per iniziare i novizi alla pratica di questo sport. Non tutte le attività di windsurf avvengono a Lac Bay, ma la baia offre il miglior punto di aggregazione per i windsurfisti.
Lac Bay è protetta , come il resto dell’isola dall’ente Parco Marino di Bonaire e ha magnifiche acque turchesi e una piacevole brezza anche per chi ama restare in spiaggia.  La Baia offre circa 8 km quadrati di spazio libero dal traffico delle imbarcazioni. C’è spazio per tutti per divertirsi e sentire la propria tavola scivolare sulle acque cristalline di Bonaire. 
bonaire-windsurf I due principali centro windsurf dell’isola, Jibe City e The Place, si trovano alla baia e offrono il noleggio delle migliori attrezzature e lezioni per diversi livelli.
I principianti possono cominciare a praticare in acqua bassa per guadagnare confidenza, mentre i più bravi possono avventurarsi nelle più difficili acque al confine fra la baia e il mare aperto, dove la scogliera garantisce comunque protezione dalle onde più grandi.  E’ qui che, quando il vento fa forza, si possono realizzare i salti e le acrobazie più complicate. I professionisti spesso si spingono anche fuori dalle acque protette della baia, dove la marea e il vento più forte garantiscono le condizioni per i salti più pazzeschi.
Ci sono due stagioni distinte per gli amanti del windsurf: i venti più forti prevalgono generalmente dalla seconda metà Dicembre fino a Agosto, mentre da Settembre alla prima metà di Dicembre il vento è più calmo. È durante questa seconda stagione che viene festeggiata la Settimana delle Regate che propone diverse competizioni di barca a vela e windsurf. Quest’anno la regata annuale di Bonaire si terrà dal 2 al 8 ottobre.

regatta-logo-2011 Da InfoBonaire “the Bonaire information site”

20
mag

Curacao, città colorata

Curacao oggi è nella top ten di MSN delle 10 città più colorate al mondo, con Willemstad, la capitale:

curacao  ”Quando l’Olanda sbarca ai Caraibi non si può che parlare di Curaçao, un paradiso per tutti coloro che cercano una vacanza dal sapore tropicale nella massima tranquillità. A Willemstad, la capitale, a dominare la scena sono bellissimi palazzi color pastello che si specchiano in uno spettacolare mare cristallino”

A Willemstad si mescolano il fascino europeo e la vivacità caraibica. La città, divisa in due parti dalla Baia di Sant’Anna, è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. La zona di Punda, a est della Baia, è il quartiere più antico, con i famosi coloratissimi palazzi olandesi risalenti al 17esimo/18esimo secolo, e le piccole e caratteristiche vie; la zona di Otrobanda (che in Papiamento significa “dall’altra parte”) è oggi la parte più moderna della città, dove si trovano i più grandi alberghi e resort.
Le due metà della città sono unite da un ponte galleggiante che viene aperto per il passaggio delle navi.
Il momento migliore per vivere la capitale, per divertirsi e fare baldoria e sicuramente quello del Carnevale, nel mese di febbraio.

baia-di-santanna

27
apr

Gli asinelli di Bonaire

Tre volte a settimana la signora Marina Melis è in città per vendere souvenir a Queen Beatrix Plaza. I suoi prodotti sono tutti caratterizzati da un unico tema, quello degli asinelli. Sulla bancarella di Marina, infatti, potete trovare tazze, magliette, peluche, borse, quadretti e cartoline, tutti con lo stesso tema: asini. Sono gli asinelli del “Donkey Sanctuary” che Marina ha aperto nel 1993 con il marito. I proventi delle vendite sono destinati ai 400 animali che oggi vivono al Santuario. Gli Spagnoli importarono gli asini alle Antille nel 17esimo secolo, allo scopo di trasportare il materiale e le provviste, per lo più acqua e sale. Con l’arrivo dei trasporti moderni gli animali sono stati liberati, ma molti di loro non si sono adattati alla vita selvatica né alle dure condizioni dell’isola. Anche oggi gli asini abbandonati vivono di stenti perché Bonaire è un’isola dal clima molto secco, dove spesso mancano l’acqua e l’erba necessarie agli animali. Spesso sono vittime di incidenti stradali, arrecando danni anche alle auto e creando situazioni di pericolo lungo le strade. Vista la situazione, Marina ha deciso di dare vita al progetto del Santuario ben 17 anni fa: justin “Ho sempre avuto degli asini quando vivevo in Olanda, mi sono detta che era necessario aiutare questi di Bonaire”, racconta. Mentre parliamo, Marina ci porta nella piccola cucina del Santuario, così nel frattempo può montare il latte per preparare da mangiare a Justin, l’ultimo arrivato (nella foto). E’ arrivato da sole 6 settimane perché sua mamma è morta di tetano. Marina mi fa sentire quanto è soffice il suo musetto e Justin sembra essere contento delle attenzioni, dopo un attimo di diffidenza. Se gli asini al di fuori del Santuario sembrano avere un futuro incerto e una vita di stenti, lo stesso non si può dire di quelli curati da Marina e dai suoi volontari, che sembrano essere in salute e nel pieno delle forze. Per incoraggiare i visitatori, i volontari hanno creato un percorso da attraversare in macchina, come in un safari, dove si possono incontrare decine di asini, come anche tartarughe, iguane e lucertole. Lungo il safari ci si può fermare a fare un pic nic nelle apposite zone recintate o a dare da mangiare agli asini nelle apposite zone attrezzate. Bisogna essere preparati a una vera e propria folla di asini esuberanti. Di sicuro questi asinelli sono sfacciati, e chi dimentica di tirare su i finestrini della macchina può trovarsi faccia a faccia col nasone di un asinello curioso, come è successo a noi. Chi si vuole fermare a fotografare deve prepararsi a ritrovarsi nel mezzo di una vera e propria mandria. Al ritorno dal safari, Marina ci fa vedere lo spazio dedicato alle femmine non ancora sterilizzate e alle madri trovate incinte e poi lo spazio dedicato agli asini che stanno recuperando dopo aver avuto qualche problema, come Dean, che è stato morso dai cani e ha dovuto avere 50 punti, o Rexy, che era stato probabilmente preso come animale domestico e poi abbandonato, quasi morto di stenti. Gli asini posso vivere fino a 40 anni: il più vecchio qui è Smokey che ne ha circa 40. donkey
Il Donkey Sanctuary di Bonaire è diventato un modello e a Marina è stato chiesto di cominciare il progetto per un nuovo Santuario anche a Sant’Eustachio, ma fin’ora non ha avuto il tempo necessario: da mesi, infatti, sono tutti impegnati in un nuovo progetto, perché il Governo dell’isola rivuole indietro il terreno in dotazione, per ampliare l’aeroporto.  Fortunatamente, un buon aiuto materiale è dato dagli abitanti di Bonaire che aiutano i volontari nei lavori di ricostruzione e trasloco, e gli aiuti finanziari sono arrivati da diversi sponsor e associazioni olandesi e dai finanziatori privati che “adottano” gli asinelli a distanza. Anche noi di Viaggiare Alle Antille, nel nostro piccolo, abbiamo adottato uno degli asinelli di Bonaire: abbiamo scelto Gioia, fra i tanti animali, uno che porta un nome Italiano. Informazioni più dettagliate e un diario di come stanno andando i lavori di trasloco si possono trovare sul sito internet del Santuario, cliccando qui.

08
mar

Morena Resort a Curacao

logo_morena  Viaggiare Alle Antille presenta Morena Resort, il nuovo Eco-Resort di Curacao: coniugare una vacanza di comfort e relax, con rispetto dell’ambiente e spirito caraibico è possibile anche a Curacao!

Il Morena Resort è composto da appartamenti e villette ed è stato costruito e arredato secondo i parametri stabiliti dall’European Key Eco-Label, con materiali ecologici e sostenibili, provenienti dalle cooperative equosolidali dell’area; l’acqua viene scaldata tramite i pannelli solari presenti sui tetti. Un’attenzione particolare è stata data allo stile degli appartamenti, delle villette e delle zone comuni del Resort, per mantenere lo stile delle Antille e fonderlo con lusso e attenzione ai dettagli. Il motto di Morena Resort è ‘into the caribbean’. 

Assolutamente da provare sono il centro benessere Mazzai, dove regalarsi attimi di puro relax, e  il ristorante Fuego, per mangiare sotto le stelle.

Morena Resort si trova a Sud Est dell’isola, a 400 metri dalla meravigliosa baia di Jan Thiel e dal famoso Beach Club Zanzibar. Dall’altro lato del Resort comincia un’area naturale dove si può passeggiare, organizzare uscite in bicicletta e vedere i famosi fenicotteri rosa. L’area del Resort si trova a 15 minuti di macchina dal centro storico di Willemstad e a 27 km dall’aeroporto.

08
ott

Il Parco Marino di Saba si ingrandisce

Saba Bank Expedition, © Saba Marine Park Dopo mesi di lavoro e ricerca da parte dello staff e dei volontari del Parco Marino di Saba, dal 2 Ottobre le Antille Olandesi hanno decretato il Banco di Saba ‘Area Marina Protetta’ (ai sensi dell’articolo 4 del Protocollo SPAW). Il decreto proibisce l’ancoraggio nell’intera area, con poche eccezioni quali le navi di sorveglianza idrografica, le barche di salvataggio e ricerca e le barche da pesca di Saba, Sant’Eustachio e San Martin che abbiano ottenuto un permesso speciale. La Guardia Costiera ha il compito di far rispettare questo divieto.

Il Banco di Saba è il più largo atollo sottomarino dell’Oceano Atlantico e dà vita a una delle più ricche bio-diversità del Mar dei Caraibi. La punta Nord Est del Banco si trova a circa 4 km dall’isola di Saba e si solleva di circa 1000 metri sul livello del fondo marino circostante. La punta est dell’atollo è circondata da coralli, sabbia e roccia (con i relativi ecosistemi) per una lunghezza di circa 48 km. La profondità della zona colonizzata dai coralli va da 11 a 35 metri. La zona ovest presenta diverse ‘macchie’ di coralli, circondati da sabbia corallina bianca.

Nuove specie di pesci, gorgonie e alghe sono già state identificate dai vari studiosi che si sono susseguiti durante le varie fasi del progetto di realizzazione dell’Area Marina Protetta, ma gran parte dell’area rimane da esplorare. Si pensa che l’area sia una zona di grande importanza per il nutrimento di megattere e tartarughe marine.

30
ago

Uragano Earl

Uragano Earl Come previsto dai meteorologi, la tempesta tropicale Earl è diventata un uragano, crescendo a 2 su 5 nella scala Saffir Simpson (1 è il minimo, 5 il massimo) e ha deviato la sua traiettoria avvicinandosi a San Martin. San Martin, Saba e Sant’Eustachio che si trovano nella zona (fanno parte delle Leeward Islands), sono già in stato di emergenza da qualche giorno.

A Saba e Sant’Eustachio gli aeroporti sono chiusi e WinAir non conta di tornare a volare su queste isole fino alla fine di questa settima; i membri dei vari centri sub hanno già provveduto a proteggere le barche e le attrezzature. Ci si aspetta che il mal tempo e il mare mosso durino fino a martedì, per poi tornare alla normalità. Lo stato di allerta prevede un aggiornamento costante degli spostamenti dell’uragano e la protezione delle persone in luoghi attrezzati, se necessario. La FEMA statunitense, (Federal Emergency Management Agency), il corrispettivo della nostra protezione civile, ha dichiarato di monitorare la situazione continuamente e di essere in continuo contatto con le autorità dei territori sotto emergenza.

Aruba, Bonaire e Curacao, che sono più a sud (Leeward Antilles) non sono affatto interessate dalla perturbazione e il sole splende, come al solito. 

Anche se l’esatto percorso di Earl è difficile da prevedere, i meteorologi hanno previsto la possibilità che l’uragano possa salire verso nord ovest, avvicinandosi nei prossimi giorni alla Carolina del Nord con ancora maggior intensità, salendo di categoria.

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27
ago

Sea&Learn 2010 a Saba

Anche quest’anno Saba si prepara all’arrivo gli esperti per Sea&Learn:

 Sea&Learn è un appuntamento senza scopo di lucro che vede riuniti la comunità locale, esperti scienziati e i visitatori interessati. 
Ogni anno nel mese di Ottobre i vari sponsor di Sea&Learn invitano un gruppo di scienziati provenienti da ogni parte del mondo, affinché questi espongano i loro studi e le loro teorie e trasmettano ai partecipanti la loro passione.
Sea&Learn si svolge a serate alternate nei vari ristoranti e hotel dell’isola, che mettono a disposizione le loro strutture per una serata piacevole e informale. 
Foresta degli Elfi a Saba Nonostante il nome dell’appuntamento evochi il mare, gli argomenti sono vari e spaziano in ogni ambiente. Quest’anno, durante la prima serata prevista per il 1° Ottobre, verrà lanciato il nuovo libro di Tom Vant’Hof dedicato alla Foresta degli Elfi, unica a Saba per la presenza di un mogano che non è presente nelle altre foreste caraibiche.
La serata di inaugurazione vedrà partecipe anche Matthew Potenski, ormai presenza nota a Saba per le sue ricerche su squali e razze. Il programma preciso delle serate e i temi che i vari esperti svilupperanno non sono stati ancora pubblicati ma sembra che gli squali saranno un soggetto ricorrente in questa edizione del 2010.
In un susseguirsi di serate di presentazione e uscite sul campo, si alterneranno fra 15 e 20 esperti di materie diverse, che spaziano dall’ecologia marina agli artropodi terrestri, senza dimenticare i progetti annuali di ricerca che si svolgono sull’isola e il coinvolgimento dei partecipanti nella raccolta dei dati per le prossime ricerche.
La lista completa degli appuntamenti e i nomi dei vari scienziati saranno presto disponibili su www.seaandlearn.org  sea&learn

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03
ago

HSA a Bonaire

Dal 7 al 14 Agosto, per il quinto anno consecutivo, Bonaire ospita alcuni ex soldati americani rimasti feriti in Iraq e in Afghanistan. Le ferite riportate da questi soldati sono state tali da cambiare per sempre la loro vita; la permanenza a Bonaire è il passo finale di un lungo processo di riabilitazione e reinserimento. Il progetto, che si svolge presso Capitan Don’s Habitat, prevede che i soldati e alcuni loro famigliari seguano un corso da sub di base, secondo gli standard PADI e HSA.

HSA sta per Handicapped Scuba Association (di cui esiste una succursale anche in Italia, con sede a Milano).

Dal sito di HSA Italia:

Logo HSA “Quello subacqueo è uno sport dinamico e avventuroso, per questo motivo può svolgere un’importante funzione riabilitativa per la mente, per lo spirito e naturalmente, per il corpo.
Basandosi su questo dato di fatto molti importanti centri di riabilitazione, come il St. David di Austin in Texas U.S. hanno aperto la strada all’introduzione dei corsi subacquei della HSA come parte integrante del programma riabilitativo dei propri pazienti esterni. Il divario esistente tra la struttura ospedaliera e il mondo esterno viene superato utilizzando lo sport subacqueo e le occasioni sociali che questo comporta per facilitare una felice reintegrazione dei pazienti in seno alla comunità. L’equipe HSA comprende esperti in Terapia della Riabilitazione, Medici e altri professionisti operanti nel campo della salute in grado di valutare direttamente e in modo approfondito i vantaggi e i risvolti che le immersioni hanno sugli handicap.”

Bonaire è stata scelta per le sue condizioni climatiche eccezionalmente tranquille e per le sue entrate in acqua particolarmente ben accessibili. Il programma prevede di mostrare ai sub non solo la bellezza naturale di Bonaire e il mondo che si nasconde al di sotto delle sue acque cristalline, ma anche di far loro sentire il calore, l’amicizia e la genuina ospitalità della gente del luogo. Nel programma sono previste anche una immersione con gita in barca a Klein Bonaire, oltre alle visite ai punti di interesse dell’isola, a cene in diversi ristoranti e a un barbeque in stile texano. Alla fine della loro permanenza a Bonaire i soldati otterranno il loro brevetto da sub e festeggeranno con un ricevimento a casa del Tenente Governatore Glenn Thode.

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